Nelle isole Samoa, in Australia e in Nuova Zelanda il 2016 è già arrivato. Anche da noi stasera a mezzanotte si chiude il 2015 che lascia la scena a un nuovo anno che tutti sperano sia migliore del precedente. Ogni Capodanno si ripete la tradizione dei festeggiamenti, dei buoni propositi e auspici. Che il 2016 sia migliore dell'anno che se ne va, speriamo lo sia davvero, con meno violenza nel mondo, con maggior rispetto per la vita umana e per l'ambiente che ci circonda, nella speranza che davvero qualcosa possa cambiare in meglio e che non rimanga pura utopia. Il 2016 è l'anno del Giubileo della Misericordia appena inaugurato, per i cinesi è l'anno della scimmia, è un anno bisestile, è l'anno degli Europei di calcio in Francia, delle Olimpiadi in Brasile, delle elezioni presidenziali negli Stati Uniti d'America, delle elezioni politiche in Russia e in Portogallo, del centenario della pubblicazione della Teoria della Relatività di Einstein, dei quattrocento anni dalla morte di Shakespeare, di tante nuove ricorrenze e celebrazioni. Il 2016 teoricamente è un anno come tanti, ma ci si augura davvero che possa essere migliore e che trascorsi i dodici mesi si possa brindare con gioia a quei desideri finalmente esauditi.
Racconti fantastici, esperienze di viaggio, riflessioni, recensioni, tutto ciò che possa trasmettere emozioni in un blog nato dal bisogno di scrivere. Là, dove il confine tra fantasia e realtà si fa sempre più sottile..
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giovedì 31 dicembre 2015
domenica 20 dicembre 2015
Evviva il Natale! (tratto da "Il Canto di Natale" di C.Dickens)
"Una volta - il più bel giorno dell'anno, la vigilia di Natale - il vecchio Scrooge se ne stava a sedere tutto affaccendato nel suo banco. Il tempo era freddo, uggioso, tutto nebbia; e si sentiva la gente di fuori andar su e giù, traendo il fiato grosso, fregandosi forte le mani, battendo i piedi per terra per scaldarseli. Gli orologi del vicinato avevano battuto le tre, ma era già quasi notte, se pure il giorno c'era stato. Dalle finestre dei negozi vicini rosseggiavano i lumi come tante macchie sull'aria grigia e spessa. Entrava la nebbia per ogni fessura, per ogni buco di serratura; e così densa era di fuori che, ad onta dell'angustia del vicoletto, le case dirimpetto parevano fantasmi. Davvero, quella nuvola scura che scendeva e scendeva sopra ogni cosa faceva pensare che la Natura, stabilitasi lì accanto, avesse dato l'aire a una sua grande manifattura di birra.
L'uscio del banco era aperto, per dare agio a Scrooge di tenere d'occhio il suo commesso, il quale, inserito in una celletta più in là, una specie di cisterna, attendeva a copiar lettere. Scrooge non aveva per sé che un fuocherello; ma tanto più misero era il fuocherello del commesso, che pareva fatto di un sol pezzo di carbone. Né c'era verso di accrescerlo, perché la cesta del carbone se la teneva Scrooge con sé; e quando per caso il commesso entrava con in mano la paletta, issofatto il principale gli faceva capire che sarebbe stato costretto a dargli il benservito. Epperò lo scrivano si avvolgeva al collo il suo fazzoletto bianco e ingegnavasi di scaldarsi alla fiamma della candela: il che, per non essere egli un uomo di gagliarda immaginazione, non gli riusciva né punto né poco.
- Buon Natale, zio! un allegro Natale! Dio vi benedica! - gridò una voce gioconda. Era la voce del nipote di Scrooge, piombato nel banco così d'improvviso che lo zio non lo aveva sentito venire.
- Eh via! - rispose Scrooge - sciocchezze! -
S'era così ben scaldato, a furia di correre nella nebbia e nel gelo, cotesto nipote di Scrooge, che pareva come affocato: aveva la faccia rubiconda e simpatica; gli lucevano gli occhi e fumava ancora il fiato.
- Come, zio, Natale una sciocchezza! - esclamò il nipote di Scrooge. - Voi non lo pensate di certo.
- Altro se lo penso! - ribatté Scrooge. - Un Natale allegro! o che motivo hai tu di stare allegro? che diritto? Sei povero abbastanza, mi pare.
- Via, via - riprese il nipote ridendo. - Che diritto avete voi di essere triste? che ragione avete di essere uggioso? Siete ricco abbastanza, mi pare. -
Scrooge, che non avea pel momento una risposta migliore, tornò al suo "Eh via! sciocchezze."
- Non siate così di malumore, zio - disse il nipote.
- Sfido io a non esserlo - ribatté lo zio - quando s'ha da vivere in un mondaccio di matti com'è questo. Un Natale allegro! Al diavolo il Natale con tutta l'allegria! O che altro è il Natale se non un giorno di scadenze quando non s'hanno danari; un giorno in cui ci si trova più vecchi di un anno e nemmeno di un'ora più ricchi; un giorno di chiusura di bilancio che ci dà, dopo dodici mesi, la bella soddisfazione di non trovare una sola partita all'attivo? Se potessi fare a modo mio, ogni idiota che se ne va attorno con cotesto "allegro Natale" in bocca, avrebbe a esser bollito nella propria pentola e sotterrato con uno stecco di agrifoglio nel cuore. Sì, proprio!
- Zio! - pregò il nipote.
- Nipote! - rimbeccò accigliato lo zio, - tieniti il tuo Natale tu, e lasciami il mio.
- Il vostro Natale! ma che Natale è il vostro, se voi non ne fate?
- Vuol dire che così mi piace, e tu non mi rompere il capo. Buon pro ti faccia il tuo Natale! E davvero che te n'ha fatto del bene fino adesso!
- Di molte cose buone sono stato io a non voler profittare, quest'è certo - rispose il nipote; - e il Natale fra l'altre. - Ma il fatto è che io ho tenuto sempre il giorno di Natale, quando è tornato - lasciando stare il rispetto dovuto al suo sacro nome, se si può lasciarlo stare - come un bel giorno, un giorno in cui ci si vuol bene, si fa la carità, si perdona e ci si spassa: il solo giorno del calendario, in cui uomini e donne per mutuo accordo pare che aprano il cuore e pensino alla povera gente come a compagni di viaggio verso la tomba e non già come ad un'altra razza di creature avviata per altri sentieri. Epperò, zio, benché non mi abbia mai cacciato in tasca la croce di un soldo, io credo che il Natale m'abbia fatto del bene e me ne farà. Evviva dunque il Natale!"
Auguri di Buon Natale.
sabato 12 dicembre 2015
La magia di Santa Lucia
Anche questa notte Santa Lucia entrerà nelle case di molti bambini, sempre che si siano comportati bene. La notte sarà lunga e agitata, grazie a quell'incredibile magia che Santa Lucia sa regalare a grandi e piccini.
Questa é la notte di Santa Lucia
senti nell’aria la sua magia.
Lei vola veloce col suo asinello
atterra davanti ad ogni cancello.
Ad ogni finestra un mazzolin di fieno
e l’asinello ha già fatto il pieno.
Santa Lucia con il suo carretto
lascia a tutti un gioco e un dolcetto.
porta ai bambini tanti regali
tutti belli, tutti speciali.
Santa Lucia bella
dei bimbi sei la stella,
tu vieni a tarda sera
quando l’aria si fa nera.
Tu vieni con l’asinello
al suon del campanello,
e le stelline d’oro
che cantano tutte in coro:
“Bimbi, ora la Santa é qui
ditele così:
cara Santa Lucia
non smarrir la via
trova la mia porticina
quella é la mia casina!”
E giù tanti doni.
(filastrocche popolari)
domenica 15 novembre 2015
martedì 27 ottobre 2015
Quel futuro così lontano...
21 ottobre 2015. Così digitava il bizzarro inventore Doc sul display della DeLorean per portare il giovane Martin lontano nel tempo nel famoso film Il Ritorno al Futuro, parte II.
Un futuro lontano, dove il regista americano Robert Zemeckis immagina macchine che volano, skateboard fluttuanti, scarpe autoallaccianti, oggetti futuristici, immagini tridimensionali come lo squalo che sembra aggredire Martin uscendo da uno schermo, e molto altro ancora. Un futuro così lontano... ma incredibilmente attuale. Quel 2015 infatti è arrivato, si sorride al pensiero che secondo Zemeckis dovremmo vivere tra macchine che volano e altre stramberie, anche se di cambiamenti ce ne sono stati eccome in questi anni. La tecnologia avanza, il digitale ha preso il sopravvento, si studiano e si provano energie alternative, elettrodomestici sempre più evoluti sono parte integrante della nostra vita.
Dal 1985 Martin è tornato indietro nel tempo fino al 1955. Un balzo di trent'anni ed è tornato nel 1985 per poi essere catapultato avanti di un altro trentennio, il 2015. Proviamo allora ad immaginare il nostro amico Martin fra altri trent'anni, nel 2045... chissà come sarà il mondo? Le macchine voleranno davvero, senza dover più intasare le strade oggi così trafficate? Esisterà un mondo pulito? La tecnologia come si sarà evoluta? Come sarà la vita delle persone?
Chiudo gli occhi e vedo una città silenziosa, veicoli che fluttuano nell'aria muovendosi in modo ordinato, aerei simili ad astronavi, palazzi altissimi che svettano nel cielo scomparendo tra le nubi...
No, provo a osare di più... nel futuro vedo individui che camminano insieme senza confusione, così uguali ma diversi tra loro. Androidi e robot, creature della tecnologia avanzata mescolate tra gli esseri umani. Quali siano gli uni e gli altri però non riesco a distinguerli. C'è ordine e disciplina, ma non si intravede alcuna emozione o sentimento. Pare un futuro alla Orwell... Oppure il solito cataclisma che cancella la razza umana, l'era nucleare che distrugge ogni cosa, la fuga su Marte...
Tuttavia non è detto che il futuro debba essere per forza catastrofico. Chi ci dice che la scienza e la ricerca non portino a soluzioni definitive ai mali che affliggono l'umanità? Un mondo pulito, senza inquinamento, senza malattie, dove tutti abbiano di cui nutrirsi, un mondo senza guerre e violenza. Utopia?
Martin è indeciso. Non sa se continuare a sbirciare un po' più in là nel tempo per vedere fin dove si può spingere la mente umana, o se tornare all'epoca che più gli si addice. Ecco, forse questa sarebbe la soluzione giusta per un ipotetico futuro migliore. Tornare dal futuro per sistemare gli errori del passato o viceversa. Quindi aveva ragione Doc, bisogna inventare una macchina del tempo.
Intanto credo che imparare dai propri errori sia già un buon passo verso un futuro migliore.
venerdì 9 ottobre 2015
Il disastro del Vajont
9 ottobre 1963. Sono passati ben 52 anni dal disastro della diga del Vajont che provocò circa 2000 vittime. Quella sera la caduta di una gigantesca frana staccatasi dal Monte Toc nelle acque del sottostante bacino e la conseguente tracimazione dell'acqua della diga, provocarono l'inondazione e la distruzione dei paesi del fondovalle veneto, tra cui Longarone.
Sono stati commessi tre fondamentali errori umani che hanno portato alla strage: l'aver costruito la diga in una valle non idonea sotto il profilo geologico; l'aver innalzato la quota del lago artificiale oltre i margini di sicurezza; il non aver dato l'allarme la sera del 9 ottobre per attivare l'evacuazione in massa delle popolazioni residenti nelle zone a rischio di inondazione.
Fu aperta un'inchiesta giudiziaria. Il processo venne celebrato nelle sue tre fasi dal 25 novembre 1968 al 25 marzo 1971 e si concluse con il riconoscimento di responsabilità penale per la previdibilità di inondazione e di frana e per gli omicidi colposi plurimi.
Stasera osserviamo un minuto di silenzio, diciamo una preghiera o accendiamo una candela, in ricordo di quelle vittime innocenti.
sabato 26 settembre 2015
My Expo.. experience: un mix di culture, tecnologie e tradizioni
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| Il riso |
La visita di Expo a Milano mi ha regalato tante emozioni, chi ama il mondo e adora viaggiare non può restare insensibile in questo luogo che è un mix esplosivo di culture, tradizioni, tecnologie, colori e sapori provenienti da ogni angolo del nostro pianeta. Tant'è che ci sono ritornato e vorrei tornare ancora.
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| Il bosco dell'Austria |
Expo è l'aroma del cacao e un viaggio tra i colori dell'Ecuador, affondare le mani tra le soffici piante di riso, sentire il caldo del deserto nel padiglione del Marocco e passeggiare tra piante di timo e rosmarino, respirare a pieni polmoni nel bosco dell'Austria, l'incontro virtuale con la tigre e altri animali della giungla della Malaysia, le aree climatiche della Colombia, la scoperta dell'agricoltura e della cucina della Thailandia, la maestosità e l'eleganza del Palazzo Italia, gli ombrelli variopinti e l'incredibile spettacolo di luci della Cina, fare due passi in un villaggio del Nepal, il sapore di un cioccolato sublime, il profumo del caffè, la sala dei piatti luminosi della Spagna, i manti erbosi sulle pareti di Israele, i cappelli a cono di paglia del Vietnam, l'incrocio in Piazza Italia del Cardo con il Decumano, vivere una serata sfrenata tra i dj e lo street food dell'Olanda, gustare una croque baguette della Francia, i giochi d'acqua del Kuwait con le spezie e le tradizioni da conoscere nel fantastico tour del suo padiglione, salire sulla terrazza degli Stati Uniti o su quella dell'Angola, specchiarsi nel padiglione della Russia, salire le scale tra centinaia di cassette di legno intorno all'edificio della Polonia, le luci che al tramonto illuminano il Kazakhstan, il frastuono delle cascate nei video dell'Irlanda, abbracciare una mucca (finta) tricolore, sorseggiare una birra in Germania, ascoltare la musica di strada dell'Argentina o i tamburi del Bahrain, restare in equilibrio sulle reti del Brasile, sbirciare il cielo azzurro tra gli intrecci d'acciaio del padiglione alveare della Gran Bretagna, ammirare estasiati lo spettacolo di fontane e luci dell'Albero della Vita, e molto altro ancora.
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| Lo street food dell'Olanda |
Dall'Italia al Giappone, dalla Corea del Sud all'Azerbaijan, passando dalla Lituania alla Moldavia, dal Belgio alla Repubblica Ceca, dal Qatar all'Oman, dalla Svizzera alla Turchia, dal Cile al Messico, i padiglioni da visitare sono tantissimi. Oltre a quelli di queste nazioni ci sono anche i cluster, ovvero quelli tematici del riso, del caffè, dei cereali o del cioccolato, con altri paesi come Camerun, Ghana, Sierra Leone, Myanmar, Cambogia, ecc.. e il Padiglione Zero che introduce il visitatore nel mondo dell'alimentazione e nel rapporto dell'uomo con la natura e il cibo.
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| Palazzo Italia |
Expo Milano 2015 è l’Esposizione Universale che l’Italia sta ospitando dal 1 maggio al 31 ottobre 2015, il più grande evento mai realizzato sull’alimentazione e la nutrizione, un giro del mondo tra i padiglioni di un sito espositivo che si estende su una superficie di più di un milione di metri quadri, un viaggio nella cultura, nei profumi, nei colori e nelle tradizioni dei popoli.
“Nutrire il Pianeta, Energia per la Vita” è il tema principale di quest'evento mondiale su cui riflettere e confrontarsi, affrontando i problemi dei paesi che soffrono la fame e di quelli in cui i problemi sono il troppo cibo o l'alimentazione scorretta. I 140 Paesi che vi partecipano mostrano il meglio della propria tecnologia tentando di dare risposte alle esigenze del nostro pianeta.
Expo è un'occasione unica, irripetibile, da non perdere. E' un viaggio meraviglioso, fatto di sensazioni e ricco di emozioni. Ci vuole pazienza, la gente è tanta e le code ad alcuni padiglioni sono lunghe. Ma non perdete tempo, manca poco più di un mese alla chiusura e per chi non ci è ancora stato è ora di andare, e per i più scatenati, di ritornare.
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| Vista del Decumano dalla terrazza del padiglione USA |
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| Ingresso al padiglione del Kuwait |
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| Piatti luminosi nel padiglione della Spagna |
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| Il cielo visto dal padiglione della Gran Bretagna |
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| Padiglione Malaysia |
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| Incontro virtuale con la tigre della Malaysia |
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| Padiglione Corea del Sud |
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| Ingresso del Vietnam |
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| L'Angola |
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| Le reti del Brasile |
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| Musica nel Bahrain |
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| Interno del padiglione dell'Irlanda |
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| Nepal |
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| Interno del Nepal |
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| Ingresso al padiglione della Thailandia |
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| Padiglione della Colombia |
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| La Cina |
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| Luci all'interno del padiglione della Cina |
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| Giardini della Cina e il padiglione della Colombia |
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| Palazzo Italia di sera |
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| Giappone |
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| Marocco |
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| Ingressi ai padiglioni del Kuwait e degli Stati Uniti |
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| Vista panoramica dal padiglione della Germania |
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| I colori dell'Ecuador |
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| Lo spettacolo dell'Albero della Vita |
venerdì 11 settembre 2015
11 settembre, una data da non dimenticare
Una data entrata tristemente nella storia e nella memoria di tutti coloro che, anche se indirettamente, l'hanno vissuta. Da quel giorno sono cambiate molte cose, il mondo intero è stato scosso dai terribili attentati negli Stati Uniti.
Quando siamo stati a New York, circa tre anni dopo, Ground Zero portava ancora i segni della devastazione. Là dove svettavano le Twin Towers, le Torri Gemelle, ci siamo imbattuti in un'enorme voragine, un cantiere a cielo aperto dove cominciava la ricostruzione dell'intera area. Alcuni grattacieli limitrofi erano ancora in fase di ricostruzione. Il silenzio era surreale, interrotto solo dal rumore delle gru e dalle tristi note di un musicista di fronte ai fiori e alle fotografie delle vittime. Mi sono soffermato a lungo di fronte alle lastre che riportavano i nomi delle circa tremila persone che hanno perso la vita. Ho provato a immaginare il terrore e lo sgomento provato dai newyorkesi quel maledetto martedì mattina dell'11 settembre 2001.
C'è il sole, ogni cittadino di Manhattan si appresta ad affrontare quella che dovrebbe essere una normale giornata di lavoro o di scuola, un giorno come tanti. Intorno alle nove il primo boato, lo schianto del primo aereo contro la torre nord. Incredulità. Paura. Dopo poco il secondo terribile impatto, contro la torre sud. Schianti che portano al crollo delle torri stesse e al collasso di altri edifici limitrofi. Chi si trova sulle rive dell'Hudson River resta attonito di fronte alla skyline di una Manhattan che fuma, che brucia, come se fosse avvolta da un enorme incendio. Ma lo scenario è apocalittico, tra cenere e macerie, inimmaginabile persino per il miglior regista di film di fantascienza.
Quel giorno mi sono recato normalmente al lavoro. In Italia era pomeriggio quando c'è stato il primo impatto. Hanno cominciato a girare alcune voci, deboli, incerte.
"E' successo qualcosa negli Stati Uniti..."
"Sembra che un aereo sia finito contro una della Torri Gemelle, a New York..."
"No.. sono due aerei..."
"Allora non si tratta di un incidente..."
"Ma contro le due torri più alte che si vedono nei film ambientati a Manhattan?!"
"Sì.. dicono che sono crollate!"
"Impossibile! Tutte e due?"
"Ma chi è stato?"
"Perché?"
Incredulità, stupore, confusione.
Prima tra i colleghi, poi alla radio in macchina, poi a casa.
E in tutto il mondo.
La carrellata di notizie allucinanti che arrivano dagli Stati Uniti è spaventosa. Viene confermato un possibile attentato terroristico alle Torri Gemelle. Poi anche il Pentagono viene colpito da un altro aereo. Dicono che un altro velivolo sembra diretto sulla Casa Bianca. Ma i passeggeri tentano in qualche modo di riprendere il controllo. Tuttavia precipita in un campo in Pennsylvania.
I giornali americani intitolano "U.S. Attacked", "Devastation", quelli italiani "Attacco all'America", e altro ancora.
L'11 settembre viene ricordato anche come il giorno dell'eroico sacrificio di più di quattrocento soccorritori tra vigili del fuoco del Fire Department e agenti del Police Department di New York.
Di fronte al cratere del Trade Center il vuoto è incolmabile. Osservo un grosso camion dei vigili del fuoco utilizzato quel giorno. Sopra svetta la bandiera a stelle e strisce. A lato una grossa croce realizzata con due travi in ferro prelevate dai detriti.
Da quel giorno il mondo è cambiato. Sono nate nuove guerre, prima in Afghanistan, poi in Iraq. Altri attentati hanno scosso l'Europa, da Madrid a Londra.
L'11 settembre resta una data da non dimenticare.
Ogni anno mi soffermo qualche istante. Nel 2001, pochi giorni dopo l'attentato, il mondo intero si è fermato per un minuto di silenzio, in memoria delle vittime innocenti. Scuole, industrie, uffici, negozi. Successivamente sono stati eretti monumenti, dedicate strade, ogni paese del mondo ha voluto dare il proprio contributo nel suggellare il ricordo di quel giorno.
Ogni anno, l'11 settembre, ripenso a quei momenti. I più piccoli ora lo leggono sui libri di storia, ma in tanti lo possiamo raccontare.
E mai dimenticare.
martedì 14 luglio 2015
Plutone raggiunto dalla sonda spaziale New Horizons
New Horizons ce l'ha fatta, possiamo dire "missione compiuta" per la sonda spaziale della Nasa che oggi ha raggiunto il pianeta Plutone dopo nove anni e mezzo dal suo lancio di Cape Canaveral nel gennaio 2006 e cinque miliardi di chilometri percorsi, entrando così nella storia. New Horizons, piccola come una lavatrice, oggi è passata a una distanza di circa 12.500 chilometri, veloce come un proiettile (se così si può dire visti i suoi 58.500 km/h) e nel breve tempo del suo sorvolo, meno di 24 ore, scatterà migliaia di fotografie da inviare alla Terra, con il segnale che impiegherà quattro ore e mezza ad arrivare a destinazione. Il pianeta nano, come è stato declassato nel 2006, è stato scoperto nel 1930 dal giovane astronomo Clyde Tombaugh e finalmente da oggi potremmo conoscerlo meglio grazie alle immagini della sonda. New Horizons fotograferà non solo la superficie di Plutone, ma anche le sue cinque lune: Caronte, Notte, Idra, Cerbero e Stige. E non si fermerà qui, proseguirà la sua corsa nello spazio infinito ai confini del Sistema Solare, nella fascia di Kuiper, e chissà, magari un giorno invierà tramite il suo segnale immagini di satelliti e pianeti finora sconosciuti.martedì 26 maggio 2015
Sensazioni e impressioni dal Salone Internazionale del libro di Torino
La scorsa settimana mi sono recato al Salone Internazionale del libro di Torino, per curiosità e soprattutto per poter trascorrere una giornata completamente tra i libri. Gli stand degli espositori e degli editori erano centinaia, praticamente mi sono perso nei padiglioni del Lingotto invaso da un'autentica folla. Scolaresche, gruppi di amici, scrittori, professionisti del settore, persone di tutte le età, in cerca dello stand di una certa casa editrice o di quel particolare libro, lettori appassionati trasformatisi in girovaghi instancabili che hanno percorso su è giù i corridoi della fiera sbirciando le copertine e soffermandosi a leggere un incipit o una quarta di copertina.
I libri che profumano di carta fresca di stampa, ma anche le voci degli interlocutori che rimbalzano da una conferenza all'altra: è bello vedere quanta gente ami ancora la lettura in un'epoca in cui leggere un libro pare essere divenuta un'attività obsoleta e noiosa. La tecnologia aiuta con gli e-book, i libri on-line, ma personalmente un libro cartaceo è tutta un'altra cosa. Poterlo sfogliare, annusare, percepirlo al tatto, è un'esperienza sensoriale che già vale il suo prezzo, ancora prima di leggerlo. La soddisfazione di aver trovato quel libro tanto cercato, comprarlo, portarlo a casa e infine dopo la sospirata lettura riporlo nella libreria di casa come se fosse un prezioso reperto. Recarsi al Salone in effetti equivale a entrare in una gigantesca libreria, anche se è molto di più. Perchè qui oltre ai libri ci sono le persone che i libri li creano.
La giornata quindi è trascorsa tra la ressa degli stand delle case editrici più conosciute alla sobrietà degli editori minori che ho apprezzato maggiormente, perchè nel loro piccolo svolgono il lavoro più difficile, quello di emergere e di farsi conoscere. Discorso che vale anche per chi si affaccia al mondo della scrittura cercando di farsi spazio a suon di pagine dattiloscritte.
In ogni caso, editori e autori uniti dallo stesso desiderio, quello di creare un prodotto meraviglioso che possa raggiungere il cuore e la mente delle persone, una piccola opera che racchiude un grande potere: il libro.
venerdì 1 maggio 2015
Expo Milano 2015, si comincia!
Expo Milano 2015 è l’Esposizione Universale che l’Italia ospiterà dal 1 maggio al 31 ottobre 2015, il più grande evento mai realizzato sull’alimentazione e la nutrizione, un giro del mondo tra i padiglioni di un sito espositivo che si estende su una superficie di più di un milione di metri quadri, un viaggio nella cultura, nei profumi, nei colori e nelle tradizioni dei popoli.
“Nutrire il Pianeta, Energia per la Vita” è il tema principale di quest'evento mondiale su cui riflettere e confrontarsi, affrontando i problemi dei paesi che soffrono la fame e di quelli in cui i problemi sono il troppo cibo o l'alimentazione scorretta. I 140 Paesi che vi partecipano mostreranno il meglio della propria tecnologia tentando di dare risposte alle esigenze del nostro pianeta. L'Expo richiamerà a Milano milioni di visitatori, ci saranno incontri e spettacoli, attrazioni, convegni, esibizioni, in compagnia della simpatica mascotte Foody.
La prima Esposizione Universale risale a quella di Londra nel 1851 (altre minori già dal 1700), seguita da quella di Parigi con la costruzione della Tour Eiffel. Viene ospitata sempre in una città diversa, è un'occasione per recuperare aree urbane degradate e un rilancio economico. Tanti i simboli delle varie Expo: la Torre Eiffel, l'Atomium di Bruxelles, l'Acquario e il porto di Genova, lo Space Needle di Seattle, e molto altro come a Barcellona, Siviglia, San Francisco, Montreal, Lisbona, Osaka, Vancouver, Melbourne.
L'Expo è quindi un'occasione di rilancio per il nostro paese, è il simbolo dell'Italia che lavora e che vuole migliorare. Un evento da non perdere.
Buon viaggio quindi con Expo 2015!

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