New Horizons ce l'ha fatta, possiamo dire "missione compiuta" per la sonda spaziale della Nasa che oggi ha raggiunto il pianeta Plutone dopo nove anni e mezzo dal suo lancio di Cape Canaveral nel gennaio 2006 e cinque miliardi di chilometri percorsi, entrando così nella storia. New Horizons, piccola come una lavatrice, oggi è passata a una distanza di circa 12.500 chilometri, veloce come un proiettile (se così si può dire visti i suoi 58.500 km/h) e nel breve tempo del suo sorvolo, meno di 24 ore, scatterà migliaia di fotografie da inviare alla Terra, con il segnale che impiegherà quattro ore e mezza ad arrivare a destinazione. Il pianeta nano, come è stato declassato nel 2006, è stato scoperto nel 1930 dal giovane astronomo Clyde Tombaugh e finalmente da oggi potremmo conoscerlo meglio grazie alle immagini della sonda. New Horizons fotograferà non solo la superficie di Plutone, ma anche le sue cinque lune: Caronte, Notte, Idra, Cerbero e Stige. E non si fermerà qui, proseguirà la sua corsa nello spazio infinito ai confini del Sistema Solare, nella fascia di Kuiper, e chissà, magari un giorno invierà tramite il suo segnale immagini di satelliti e pianeti finora sconosciuti.Racconti fantastici, esperienze di viaggio, riflessioni, recensioni, tutto ciò che possa trasmettere emozioni in un blog nato dal bisogno di scrivere. Là, dove il confine tra fantasia e realtà si fa sempre più sottile..
martedì 14 luglio 2015
Plutone raggiunto dalla sonda spaziale New Horizons
New Horizons ce l'ha fatta, possiamo dire "missione compiuta" per la sonda spaziale della Nasa che oggi ha raggiunto il pianeta Plutone dopo nove anni e mezzo dal suo lancio di Cape Canaveral nel gennaio 2006 e cinque miliardi di chilometri percorsi, entrando così nella storia. New Horizons, piccola come una lavatrice, oggi è passata a una distanza di circa 12.500 chilometri, veloce come un proiettile (se così si può dire visti i suoi 58.500 km/h) e nel breve tempo del suo sorvolo, meno di 24 ore, scatterà migliaia di fotografie da inviare alla Terra, con il segnale che impiegherà quattro ore e mezza ad arrivare a destinazione. Il pianeta nano, come è stato declassato nel 2006, è stato scoperto nel 1930 dal giovane astronomo Clyde Tombaugh e finalmente da oggi potremmo conoscerlo meglio grazie alle immagini della sonda. New Horizons fotograferà non solo la superficie di Plutone, ma anche le sue cinque lune: Caronte, Notte, Idra, Cerbero e Stige. E non si fermerà qui, proseguirà la sua corsa nello spazio infinito ai confini del Sistema Solare, nella fascia di Kuiper, e chissà, magari un giorno invierà tramite il suo segnale immagini di satelliti e pianeti finora sconosciuti.mercoledì 1 luglio 2015
Luglio, estate...
Nel mese di luglio,
canta il grillo e canta la quaglia,
tutte le erbe diventano paglia;
viene il caldo del solleone,
e il ghiotto mangia il melone.
Luglio è arrivato, l'estate si infuoca, il caldo afoso incombe e le temperature si impennano. L'ondata di caldo africano fa sul serio, in Spagna sono stati toccati i 40° e anche città come Parigi e Londra vedranno le massime oltre i 35°. Ben diverso dal luglio dello scorso anno che in molti avevano rinominato "Lugliembre" per via del clima impazzito. Più che estate pareva autunno con piogge e temporali, giornate fresche con temperature al di sotto della media, ombrelloni chiusi sulle spiagge e tanti ombrelli aperti. Ma quest'anno è diverso, si va da un estremo all'altro. Anche l'Italia prova la febbre, si sfioreranno i 40° anche da noi? C'è chi sguazza tra queste notizie e chi sguazzerebbe più volentieri al mare. Tuttavia è estate, il caldo dev'essere il suo protagonista, quindi ben venga. Ma se esagera, beh... tutti al riparo! Docce e ghiaccioli, mare e lago, piscine e condizionatori. Poi tutto tornerà alla normalità, con il classico temporale estivo piuttosto scorbutico e il refrigerio auspicato. E se non smetterà di piovere? Poi tornerà il sole? Ecco che ricomincerà tutto da capo. Buona pazza estate.
venerdì 26 giugno 2015
"Il Cerchio" di Dave Eggers
"Se non sei trasparente cos'hai da nascondere?"
Il Cerchio di Dave Eggers, scrittore americano, è un mondo utopicamente perfetto, in cui non esistono segreti, dove le persone devono essere trasparenti, un mondo in cui tutti vogliono "vedere".
"Io credo che tutto e tutti dovrebbero essere visti" dice Mae Holland, la protagonista di questo intrigante romanzo in cui le pagine scorrono sul sottile filo che separa la realtà dalla fantascienza. "E per essere visti dobbiamo essere osservati."
"Io credo che tutto e tutti dovrebbero essere visti" dice Mae Holland, la protagonista di questo intrigante romanzo in cui le pagine scorrono sul sottile filo che separa la realtà dalla fantascienza. "E per essere visti dobbiamo essere osservati."
Se ci pensiamo bene, al giorno d'oggi tramite internet, i social network, le videocamere, i telefoni cellulari, un futuro come quello immaginato da Eggers non è così impossibile. Il Grande Fratello che assoggettava il mondo di Orwell nel suo romanzo "1984", sicuramente più crudele e spietato del Cerchio, altro non era che un sistema di telecamere a cui era impossibile fuggire e che prosciugava l'esistenza delle persone.
Anche nel Cerchio qualsiasi momento della giornata, le emozioni, le espressioni del viso, gli atteggiamenti, le frasi dette, tutto viene immortalato dall'obiettivo delle telecamere che immediatamente trasmettono le immagini al resto dell'umanità connessa sul web. Eppure i propositi di questa grande azienda in cui sono riunite le menti più brillanti, il Cerchio appunto, sono nobili e ambiziosi. Secondo questa comunità con la trasparenza delle persone e la collaborazione reciproca è possibile risolvere i problemi che da sempre affliggono l'umanità: dalla violenza alla corruzione della classe politica, dalle malattie alle tragiche vicende personali, e molto altro ancora. Questo grazie all'enorme flusso di dati e informazioni contenuti nella rete, a discapito della privacy ovviamente. Perché ciò che è privato diventa pubblico, eliminando ogni muro.
L'ambientazione giovanile di questo libro riflette il modo di vivere dei protagonisti, in una società dove si deve stare al passo col tempo, perché la vita è come una strada che corre veloce e il mondo non può aspettare.
L'ambientazione giovanile di questo libro riflette il modo di vivere dei protagonisti, in una società dove si deve stare al passo col tempo, perché la vita è come una strada che corre veloce e il mondo non può aspettare.
Che siate d'accordo o meno con l'ipotetico futuro di Eggers, non perdete l'occasione di leggere un romanzo coinvolgente su cui riflettere. Internet è già entrata nelle nostre vite, inglobandoci nella sua gigantesca rete.
domenica 7 giugno 2015
martedì 26 maggio 2015
Sensazioni e impressioni dal Salone Internazionale del libro di Torino
La scorsa settimana mi sono recato al Salone Internazionale del libro di Torino, per curiosità e soprattutto per poter trascorrere una giornata completamente tra i libri. Gli stand degli espositori e degli editori erano centinaia, praticamente mi sono perso nei padiglioni del Lingotto invaso da un'autentica folla. Scolaresche, gruppi di amici, scrittori, professionisti del settore, persone di tutte le età, in cerca dello stand di una certa casa editrice o di quel particolare libro, lettori appassionati trasformatisi in girovaghi instancabili che hanno percorso su è giù i corridoi della fiera sbirciando le copertine e soffermandosi a leggere un incipit o una quarta di copertina.
I libri che profumano di carta fresca di stampa, ma anche le voci degli interlocutori che rimbalzano da una conferenza all'altra: è bello vedere quanta gente ami ancora la lettura in un'epoca in cui leggere un libro pare essere divenuta un'attività obsoleta e noiosa. La tecnologia aiuta con gli e-book, i libri on-line, ma personalmente un libro cartaceo è tutta un'altra cosa. Poterlo sfogliare, annusare, percepirlo al tatto, è un'esperienza sensoriale che già vale il suo prezzo, ancora prima di leggerlo. La soddisfazione di aver trovato quel libro tanto cercato, comprarlo, portarlo a casa e infine dopo la sospirata lettura riporlo nella libreria di casa come se fosse un prezioso reperto. Recarsi al Salone in effetti equivale a entrare in una gigantesca libreria, anche se è molto di più. Perchè qui oltre ai libri ci sono le persone che i libri li creano.
La giornata quindi è trascorsa tra la ressa degli stand delle case editrici più conosciute alla sobrietà degli editori minori che ho apprezzato maggiormente, perchè nel loro piccolo svolgono il lavoro più difficile, quello di emergere e di farsi conoscere. Discorso che vale anche per chi si affaccia al mondo della scrittura cercando di farsi spazio a suon di pagine dattiloscritte.
In ogni caso, editori e autori uniti dallo stesso desiderio, quello di creare un prodotto meraviglioso che possa raggiungere il cuore e la mente delle persone, una piccola opera che racchiude un grande potere: il libro.
martedì 12 maggio 2015
La bambina e la balena
Adelaide scrutò
l’orizzonte appoggiata alla balaustra della nave che da tre giorni solcava le
onde dell’Oceano Atlantico. Mentre il vento le scompigliava i capelli, la donna
ricordò l’ultima volta che aveva attraversato quell’immensa distesa blu.
Adelaide era
ancora una bambina. Abitava in un piccolo paese di campagna, ma ogni estate
trascorreva qualche giorno di vacanza nella casa del nonno, giù nella baia, in
un villaggio di pescatori. Andava sempre in spiaggia a giocare con la sabbia e
a fare un tuffo nel mare. Una mattina come tante si era alzata, aveva fatto
colazione, si era messa il costume, ma improvvisamente si era accorta che il
nonno non era in casa. Dal porticciolo giungevano voci concitate e Adelaide,
più che mai incuriosita, era uscita di corsa per andare a vedere cosa fosse
successo. Al porto aveva incontrato il nonno, il quale tutto emozionato, le
aveva detto che quella notte una gigantesca balena si era incagliata sulla
spiaggia. Una balena! Adelaide era rimasta con la bocca spalancata. Non aveva
mai visto una balena. Aveva guardato verso la spiaggia dove un’enorme macchia
scura risaltava nella sabbia bianca. Senza pensarci un attimo aveva corso a
perdifiato raggiungendo il cetaceo in pochi minuti. Al suo cospetto Adelaide si
sentiva molto piccola. La balena era così grande da intimorire chiunque. Poco
dopo era arrivato anche il nonno insieme a un folto gruppo di pescatori. Tutti
discutevano e imprecavano perché sapevano che la salvezza dell’animale era una
questione di tempo. Se non avessero riportato subito la balena in mare aperto,
entro poche ore sarebbe morta. Il nonno si era dato un gran da fare e anche lei
aveva dato una mano. Donne e bambini riempivano i secchi con l’acqua del mare e
li rovesciavano sull’animale per inumidirlo. Gli uomini si erano divisi in due
squadre: alcuni si occupavano di imbragare la balena con reti e funi, altri
avevano messo a disposizione i loro pescherecci per trascinare il cetaceo nel
mare e condurlo alla salvezza. Adelaide si era avvicinata alla balena e l’aveva
accarezzata, poi era salita sulla barca del nonno. Il rumore dei battelli rimbombava
nella baia, i comignoli sbuffavano e la balena sofferente emetteva deboli richiami.
Adelaide osservava le operazioni con il cuore in gola. Quando finalmente le
barche avevano preso il largo trascinando il cetaceo per qualche miglio in mare
aperto, lei era rimasta appoggiata alla balaustra a vedere la maestosa creatura
che riprendeva vita. Infine la balena era stata liberata in mezzo all’oceano e Adelaide
aveva gioito abbracciando il nonno e saltellando sulla prua della nave. In
lontananza la balena aveva soffiato un getto d’acqua altissimo e con la grossa
coda alzata pareva salutare e ringraziare i suoi salvatori. Adelaide l’aveva
vista inabissarsi per sempre nella maestosità dell’oceano e una lacrima le era
scesa lungo il viso. Da quel giorno non aveva più visto la balena e nemmeno la
casa del nonno che, una volta tornati in porto, si era accasciato sul pontile.
Il cuore debole non aveva retto agli sforzi di quei giorni. Adelaide era
tornata con i suoi genitori nella casa di campagna e da allora non era più salita a bordo di una nave.
“Signora, tutto
bene”? domandò un giovane in divisa facendo sobbalzare la donna.
Adelaide, destata
bruscamente dai ricordi, annuì al marinaio. Si asciugò una lacrima con il dorso
della mano lasciando la balaustra. Quindi rientrò nella cabina senza nemmeno accorgersi
dell’enorme balena che seguiva la scia della nave.
venerdì 1 maggio 2015
Expo Milano 2015, si comincia!
Expo Milano 2015 è l’Esposizione Universale che l’Italia ospiterà dal 1 maggio al 31 ottobre 2015, il più grande evento mai realizzato sull’alimentazione e la nutrizione, un giro del mondo tra i padiglioni di un sito espositivo che si estende su una superficie di più di un milione di metri quadri, un viaggio nella cultura, nei profumi, nei colori e nelle tradizioni dei popoli.
“Nutrire il Pianeta, Energia per la Vita” è il tema principale di quest'evento mondiale su cui riflettere e confrontarsi, affrontando i problemi dei paesi che soffrono la fame e di quelli in cui i problemi sono il troppo cibo o l'alimentazione scorretta. I 140 Paesi che vi partecipano mostreranno il meglio della propria tecnologia tentando di dare risposte alle esigenze del nostro pianeta. L'Expo richiamerà a Milano milioni di visitatori, ci saranno incontri e spettacoli, attrazioni, convegni, esibizioni, in compagnia della simpatica mascotte Foody.
La prima Esposizione Universale risale a quella di Londra nel 1851 (altre minori già dal 1700), seguita da quella di Parigi con la costruzione della Tour Eiffel. Viene ospitata sempre in una città diversa, è un'occasione per recuperare aree urbane degradate e un rilancio economico. Tanti i simboli delle varie Expo: la Torre Eiffel, l'Atomium di Bruxelles, l'Acquario e il porto di Genova, lo Space Needle di Seattle, e molto altro come a Barcellona, Siviglia, San Francisco, Montreal, Lisbona, Osaka, Vancouver, Melbourne.
L'Expo è quindi un'occasione di rilancio per il nostro paese, è il simbolo dell'Italia che lavora e che vuole migliorare. Un evento da non perdere.
Buon viaggio quindi con Expo 2015!

giovedì 23 aprile 2015
23 aprile, Giornata mondiale del libro. A voi cosa piace leggere?
Il 23 aprile è la Giornata mondiale del libro e del diritto d'autore, organizzata ogni anno per promuovere la lettura e la pubblicazione dei libri.
A voi cosa piace leggere? Io spazio dai romanzi di fantascienza ai classici di letteratura, da quelli di narrativa al fantasy, adoro le storie di viaggio e i libri di avventura, oltre a thriller e molto altro.
Per la giornata di oggi mi sento di consigliare alcuni dei libri che mi hanno coinvolto maggiormente.
Per il fantasy:
- Non può mancare Tolkien: la trilogia de "Il Signore degli Anelli", impegnativa ma assolutamente imperdibile; Lo Hobbit altro capolavoro; Il cacciatore di draghi, ecc..
- C.S. Lewis con le Cronache di Narnia.
- Altri libri fantasy che divoro sono quelli di Licia Troisi, con Cronache, Guerre e Leggende del Mondo Emerso, tutte fantastiche trilogie. Ma anche le avventure raccontate nella seria della Ragazza Drago e nei Regni di Nashira.
Per la fantascienza:
- le opere di Asimov, ad esempio "Io Robot", ma ne ha scritti veramente tanti.
- H.G. Wells con "La guerra dei mondi"
- i capolavori di Stephen King (tra horror e fantascienza), come Shining, Carrie, Le notti di Salem, L'Acchiappasogni, Cose preziose, Misery, Cujo, Christine la macchina infernale, la serie della Torre Nera, IT, Incubi e deliri, Il gioco di Gerald, The Dome, Rose Madder, A volte ritornano, Il Talismano,... ma quanti sono?!
- J. Verne, con "Viaggio al centro della Terra" e "Ventimila leghe sotto i mari". Ma anche il "Giro del mondo in 80 giorni" (avventura).
- Ray Bradbury con "Cronache marziane"
Tra i racconti di viaggio il mio autore preferito è Bill Bryson, ironico giornalista e scrittore americano:
- America perduta
- In un paese bruciato dal sole (Australia)
- Una città o l'altra (in giro per l'Europa)
- Notizie da un'isoletta (Gran Bretagna)
- Una passeggiata nei boschi
Mi è piaciuto anche "Strade Blu" di W. Least Heat-Moon (ambientato sulle strade americane) e "Dove il vento grida più forte" di Robert Peroni (sulla vita in Groenlandia).
Tra i classici non sono mancati:
- Kerouac: Sulla strada, Big Sur, I vagabondi del dharma, I sotterranei
- Steinbeck: Furore, Uomini e topi, Pian della tortilla, La perla, Vicolo Cannery, Una corriera stravagante, La luna è tramontata, I pascoli del cielo, Al dio sconosciuto
- Orwell con "La fattoria degli animali"
- Hemingway, "Il vecchio e il mare"
Mi hanno coinvolto anche i libri di Dan Brown, come Crypto, Angeli e demoni, Il codice da Vinci, Il simbolo perduto, La verità del ghiaccio.
E che dire di W. Smith: Sulla rotta degli squali, Cacciatori di diamanti, L'ombra del sole, La notte del leopardo, Il destino del leone, Il canto dell'elefante
Inoltre nella libreria di casa non mancano Baricco, Hesse, Flaubert, Golding, Wilde, Manzoni, Shakespeare, Goethe, Coelho, Svevo, Foscolo, Dante, Kafka, Pavese, Moravia, Voltaire, Dumas, Pirandello, D'Annunzio, Ungaretti, Doyle... ce n'è per tutti i gusti!
Perchè leggere è bello!
E a voi cosa piace leggere?
Quali sono i vostri libri preferiti?
venerdì 17 aprile 2015
Faccia a faccia con Mr Emoticon
Guardo il mio interlocutore, gli sorrido e gli rivolgo la prima domanda:
"Signor Emoticon, lei sa come le persone comunicavano prima della sua nascita?"
Faccina sorpresa con occhi spalancati. Poi un punto interrogativo.
"Beh, provo a dirglielo io. Parlavamo e scrivevamo. Frasi e parole. La nostra lingua si è evoluta nel tempo, grazie al contributo di poeti e scrittori che hanno fatto la storia del nostro patrimonio linguistico."
Faccina con tante "zzz".
Lo sto già annoiando.
"Signor Emoticon, non voglio essere noioso. Sto solo dicendo che ad esempio scrivere una poesia d'amore alla propria fidanzata è mutato notevolmente nel tempo. Le letterine scritte a penna su un foglio di carta sono state sostituite dai messaggi sul telefonino o da una e-mail, ed in modo sempre più abbreviato.
Se prima un ragazzo poteva dire alla sua amata: "il tuo profumo mi ricorda la dolcezza delle rose... il tuo sguardo mi rapisce facendomi sprofondare negli abissi del mare... sei bella come un fiore che sboccia in primavera..."
Con un sms si è arrivati a dire "il tuo prof mi ric la dolc delle rose... il tuo sguard mi rap facend sprof nel mare... 6 bella come 1 fiore in prim..."
Frasi sempre più corte, meno parole e di conseguenza anche un'intensità diversa di ciò che si vuol dire. Poi è arrivato lei che con una faccina pensa di risolvere tutto. Come esprimerebbe un messaggio d'amore?"
Faccina con occhi a cuore.
Faccina che manda un bacio.
Un cuore.
In effetti in poche mosse rende l'idea.
Lo osservo contemplando il mutamento delle sue espressioni. Un emoticon racchiude in un semplice disegno ciò che vogliamo dire. Basta inviare una faccia che riassume il nostro stato d'animo o ciò che vogliamo dire per farci capire all'istante. Rapido ed efficace.
"Beh, devo dire signor Emoticon che in effetti si sa esprimere chiaramente e senza tanti giri di parole. Tuttavia tutto questo va a discapito della nostra capacità di esprimerci. Intendo dire che sono un po' confuso, non vorrei che le nuove generazioni imparino a comunicare più con le sue facce che con le parole".
Faccina preoccupata, tipo L'urlo di Munch.
"No, non voglio spaventarla. Tuttavia credo che sia un rischio possibile, anche se non è tutta colpa sua. Siamo noi che l'abbiamo creata".
Faccina sollevata, con goccia di sudore.
"Però se la eliminassimo si risolverebbe il problema".
Faccina impaurita.
Faccina con le lacrime.
"Suvvia, non faccia così. Stiamo solo parlando di come lei ha modificato il nostro linguaggio. Fortunatamente solo scritto. Perchè per parlare dobbiamo ancora usare la voce e le parole".
Faccina infuriata.
Faccina viola.
Trasformazione in faccina da diavoletto.
"Non si arrabbi così. E' la verità. Lei può essere utilizzato solo da chi vuol scrivere qualcosa in modo veloce. La nostra società è basata sul tempo, lo divora con ingordigia, così ce ne rimane poco anche per scrivere un semplice messaggio. Ecco perchè lei è qui. Per velocizzare il nostro modo di comunicare. Ma solo per ciò che viene scritto. Per parlare occorrono ancora le parole, per fortuna".
Faccina con occhiali da sole.
Non mi prende sul serio.
"Quello che ho detto è la verità. A differenza sua noi abbiamo l'uso della parola".
Faccina muta, senza bocca.
"Oh, vedo che ha capito".
Faccina furba.
Trasformazione. Faccina aliena. Mondo. Stelle.
Lo guardo con aria interrogativa.
Trasformazione. Scimmietta. Gatto. Cane. Teschio. Fulmine. Pupazzo di neve. Sole.
Credo mi stia di nuovo prendendo in giro.
La mia faccia improvvisamente diventa viola di rabbia.
Poi sbianca, incredula. Infine è rossa di vergogna. Gli occhi spalancati. La bocca prima digrignata, poi aperta. Agito le mani. Tamburello nervosamente con le dita. Sono come lui, mi sto esprimendo chiaramente, pur senza parole.
Mr Emoticon torna faccina.
Faccina sorniona. Poi sorride.
"Sì, hai ragione. Credo di aver capito cosa vuoi dirmi. Le tue faccine non sono altro che il riflesso delle nostre espressioni. D'altronde siamo noi che ti abbiamo inventato. In realtà esisti da sempre. Sei solo un pochino più stilizzato. L'espressione del volto umano la troviamo sia nei disegni dei bambini che nelle opere dei grandi maestri del passato. Persino l'uomo primitivo ti rappresentava nei geroglifici prima di sviluppare l'uso della parola. Poi ha iniziato a comunicare con la parola. Ecco quindi che Mr Emoticon è ben più di una semplice faccina."
Faccina con aureola.
"Non ti esaltare, non sei un santo. Ma contribuisci al cambiamento dell'umanità. Sì, senza esagerare... altrimenti ti vanti troppo. Anzi, vedi? Ti sto dando del "tu", conoscendoti abbiamo già più confidenza."
Faccina sorridente.
"Ma vai bene a piccole dosi. E' così bello scrivere o raccontare qualcosa, usando tante parole, con delle belle frasi... Nomi, aggettivi, avverbi, che meraviglia!"
Trasformazione. Pollice su.
"Ah, è un ok! Quindi concordi con me?"
Mani. Applauso.
"Rimaniamo d'accordo così. Noi umani vogliamo tenere viva la nostra cultura, continueremo a leggere e scrivere, senza dimenticare nemmeno una parola di tutte quelle che i nostri predecessori ci hanno lasciato. L'uso della parola, scritta e parlata, è un tesoro di cui non possiamo fare a meno. Tu sei simpatico e utile, certo. Sta a noi insegnare ai più giovani di non esagerare con te".
Faccina con occhio strizzato. E' d'accordo.
"Quello che mi chiedo è cosa verrà dopo di te. Tu non hai paura? Non pensi che un giorno potresti essere accantonato, che qualche nuovo modo di esprimere le nostre sensazioni possa sostituirti per sempre?"
Faccina preoccupata la sua. Faccia pensierosa la mia.
Restiamo lì, faccia a faccia, a guardarci in silenzio. Sappiamo entrambi la risposta. Il mondo si evolve velocemente, un giorno anche Mr Emoticon andrà in pensione. La mente umana escogiterà un altro sistema per comunicare, ricordiamoci solo di stare al passo col tempo tenendo sempre vive le tradizioni della nostra cultura.
sabato 4 aprile 2015
Buona Pasqua!
Campane di Pasqua festose
che a gloria quest'oggi cantate,
oh voci vicine e lontane
che Cristo risorto annunciate,
ci dite con voci serene:
"Fratelli, vogliatevi bene!
Tendete la mano al fratello,
aprite la braccia al perdono;
nel giorno del Cristo risorto
ognuno risorga più buono!"
E sopra la terra fiorita,
cantate, oh campane sonore,
ch'è bella, ch'è buona la vita,
se schiude la porta all'amore.
(Gianni Rodari)
Auguri di Buona Pasqua con le immagini più belle in arrivo dal mondo!
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