martedì 30 dicembre 2014

Festa di Capodanno



La festa di Capodanno è pronta a cominciare. Tra fuochi d'artificio, flute colmi di spumante o champagne, cenoni, canti e balli, feste di piazza e l'imperdibile conto alla rovescia che porta alla mezzanotte e al nuovo anno. Che un piatto di lenticchie, un bacio sotto il vischio, un vecchio oggetto buttato via, o un qualsiasi gesto scaramantico riteniate opportuno, siano di buon auspicio per l'anno nuovo! Buon 2015! 

mercoledì 24 dicembre 2014

Il significato del Natale


Il Natale nella tradizione cristiana è la celebrazione della nascita di Gesù, figlio di Maria e Giuseppe, avvenuta a Betlemme. Si festeggia il 25 dicembre per la maggior parte delle chiese occidentali, il 7 gennaio per la chiesa ortodossa. La religione simboleggia la nascita di Gesù nella realizzazione del Presepe: Gesù bambino che nasce in una grotta o in una capanna, tra pastori e animali che assistono alla sua venuta al mondo. La fantasia di molti dà sfoggio a presepi dalle infinite varianti, piccoli o enormi, da quello classico, a quello meccanico o a quello vivente, con persone e animali veri.

Nella tradizione laica, sviluppata nei paesi nordici, il Natale è anche il giorno in cui si scambiano doni e regali, è rappresentato dalla figura di Babbo Natale o Santa Claus, che deve le sue origini a San Nicola, protettore dei bambini. 
Nelle varie culture e tradizioni popolari esistono diverse versioni sulla figura di Babbo Natale. La sua dimora viene fissata per la maggior parte degli europei a Rovaniemi in Finlandia, o secondo gli americani, al Polo Nord. Per spostarsi si narra che usi una slitta trainata da magiche renne che si alzano in volo.

L'altro simbolo del Natale è l'Albero, con luci e svariate decorazioni, tra cui palle, stelle, oggetti in legno o di stoffa, e molto altro. Anche qui si libera la fantasia dando vita a magnifici alberi colorati e luminosi. I colori che vanno per la maggiore sono il rosso, l'oro, l'argento, ma anche il bianco, il blu o perfino il viola.
Le città si illuminano, sfavillano nelle fredde notti invernali. Alle finestre o sui balconi luci e decorazioni.
Il Natale è il giorno in cui si dovrebbe essere più buoni e comprensivi, anche se tale proposito è valido anche per il resto dell'anno. A Natale si festeggia in compagnia, chi la sera della Vigilia, chi a pranzo il giorno stesso, chi in entrambe le occasioni. Dalle nostre parti a Natale si mangiano ravioli in brodo o casoncelli, polenta, zampone o cotechino, faraona ripiena, carne lessa e patate arrosto, i dolci tipici sono il panettone, il pandoro, il torrone, i dolci a base di cioccolato. Ogni paese o nazione ha le proprie ricette tipiche, e in ogni casa si imbandisce la tavola secondo le proprie tradizioni. Natale è il giorno in cui ci si scambiano i regali, e ciò ha favorito il consumismo portandolo quasi all'esasperazione in questo periodo dell'anno. Fortunatamente il Natale conserva ancora un po' di quella magia che lo rende unico, soprattutto nei giorni che lo precedono, nell'attesa del giorno di festa. Il Natale riunisce le persone, il Natale è una pausa di riflessione, il Natale dovrebbe essere sempre un momento di solidarietà verso chi è meno fortunato. A Natale le luci scaldano il cuore, come il tepore di un camino acceso in casa mentre fuori imperversa una bufera di neve. Il Natale è condivisione, stare in famiglia, tornare a casa. Il Natale è allegria, tra un brindisi e una risata. Il Natale è un canto o una musica natalizia. Un fiocco di neve, ma anche un raggio di sole. Il Natale è fede oltre a tanta magia. Il Natale è un momento, ma nel proprio cuore lo si può far durare tutto l'anno.

Con questa frase di Charles Dickens che mi è piaciuta molto e che racchiude in un certo senso parte del significato del Natale, auguro a tutti voi un Felice e Sereno Natale.

"Caro, caro Natale, che hai il potere di ricondurci alle illusioni della fanciullezza, che ricordi al vecchio i piaceri della sua gioventù, che riconduci da mille miglia lontano il viaggiatore e il navigante al suo focolare, fra le pareti tranquille della sua casa!"


mercoledì 17 dicembre 2014

Passeggiando in una Londra vestita d'inverno

 
Il nostro arrivo a Londra è stato accompagnato dalla classica pioggerella britannica e da un’aria gelida. Nel pomeriggio verso le quattro c’era già buio e la città si è illuminata delle luci natalizie. Dall’hotel abbiamo raggiunto a piedi la luminosa Piccadilly Circus, percorrendo Shaftesbury Avenue, tra i teatri di Soho. Un gran traffico e tantissima gente per le strade. Percorrendo l’elegante Regent Street ci siamo inoltrati in Carnaby Street, addobbata per le feste. Ritornando da Piccadilly Circus (con il Trocadero e la statua di Eros in mezzo) siamo arrivati a Trafalgar Square che ci ha piacevolmente stupito: una bella piazza, con la National Gallery alle spalle, le fontane luminose e la Colonna di Nelson al centro. Siamo arrivati così a Westminster con il Parlamento e il famoso orologio, il Big Ben. In Parliament Square anche la Westminster Abbey, l’abbazia, dove siamo entrati il giorno dopo. Tornando verso l’albergo ci siamo fermati in Leicester Square per una bella bistecca in uno dei tanti Angus Steak House della città. 

La mattina seguente abbiamo raggiunto con la metro Buckingham Palace, il palazzo della regina. Tanti turisti, ma il cambio della guardia che era in programma non è stato fatto. In compenso abbiamo visto il cambio delle guardie a cavallo al palazzo delle Horse Guards, dopo aver attraversato St. Jame’s Park, tra scoiattoli e grosse oche. Su Parliament Street abbiamo visto anche l’ingresso di Downing Street, la strada dove al n°10 c’è la casa del Primo Ministro inglese, completamente chiusa e sorvegliata dalla polizia. Quando la inquadrano alla televisione sembra molto più accessibile! Tornati a Westminster abbiamo goduto di nuovo della bellissima torre del Big Ben: i rintocchi delle campane riecheggiano nell’aria mistica di una Londra che pare sempre misteriosa al suo cospetto. Quei rintocchi che hanno scandito molte ore di diverse epoche storiche risuonano tuttora in una città che continua a fiorire. 
Il freddo intenso ci ha accompagnato nella lunga attesa all’entrata dell’Abbazia di Westminster. Ma ne è valsa la pena. All’interno è tutto magnifico, anche qui si respira l’odore del passato, dell’antico che non smette di esistere. Qui sono stati incoronati i re e le regine inglesi, qui è stato celebrato il funerale di Lady Diana. Ecco allora che incontriamo le tombe dei vari sovrani Edoardo e Enrico, di Elizabeth e dell’eterna rivale, la cattolica regina Maria di Scozia. Ci sono lapidi commemorative dei grandi poeti e scrittori inglesi, come Shakespeare. E il sepolcro di due grandi scienziati, Newton e Darwin. Bellissima la Cappella della Vergine con l’elaborata volta a ventaglio e affascinante la parte del coro.

Dopo la visita, usciti dalla bella facciata dell’abbazia, con la metro abbiamo raggiunto la Cattedrale di St. Paul, con l’enorme cupola, e percorrendo il pedonale Millenium Bridge, abbiamo attraversato il Tamigi. Qui, accanto alla Tate Modern, sorge il Globe Theatre, ricostruzione dell’antico teatro di Shakespeare, rotondo e in stile Tudor. Dal ponte abbiamo visto anche i grattacieli della City, come quello più bizzarro di forma ovale (30 St. Mary Axe), chiamato “cetriolo”. Ripresa la metro ci siamo diretti al famoso ponte di Londra, il Tower Bridge, accanto alla Torre di Londra, la fortezza. Abbiamo percorso a piedi il ponte ammirando l’imponente struttura che si apre al passaggio di grosse navi. Tornando verso l’hotel ci siamo fermati in cerca della Temple Church, la chiesa dei Templari, che purtroppo era chiusa. Con uno dei caratteristici autobus inglesi su due piani siamo tornati distrutti verso l’albergo. Abbiamo cenato presto in un Pizza Hut di Oxford Street prima di buttarci nella folla pronta a festeggiare l’ultimo dell’anno.

E la sera, facendo molta strada a piedi, siamo riusciti a raggiungere la sponda del Tamigi in Victoria Embankment, di fronte alla gigantesca ruota panoramica, il London Eye, dove a mezzanotte sono stati accesi i fuochi d’artificio. Imponente l’organizzazione e il servizio di sicurezza, la gente era davvero tanta, strade chiuse al traffico e percorse da migliaia di persone. Serata fredda, è caduto anche qualche fiocco di neve poco dopo la mezzanotte. Dopo il brindisi, la stanchezza ci ha spinto in un lungo e lento ritorno all'hotel, nel silenzio della folla. Un po' surreale, ma sono inglesi. 

Al mattino, anche se assonnati, andiamo subito al London Eye dove facciamo un bel giro di mezz’ora sulla ruota panoramica alta 135 metri: la vista sulla città è ottima anche perché è una bella giornata di sole seppure fa freddo. Le cabine di vetro della ruota sono chiuse e offrono una vista a 360°. Vediamo sotto di noi la zona di Westminster e più lontano la Battersea Power Station, l’ex centrale elettrica usata dai Pink Floyd per la copertina del loro album Animals; verso est si vedono i grattacieli della City e la cupola di St. Paul. Verso ovest St. Jame’s Park con Buckingham Palace e Hyde Park.

Poco dopo percorriamo a piedi il Westminster Bridge raggiungendo nuovamente il Big Ben. Poi con la metro ci inoltriamo nel quartiere di Notting Hill, diventato famoso con il film di Julia Roberts e Hugh Grant. Percorriamo Portobello Road ammirando le casette colorate e i negozietti di antiquariato e di souvenir. Una bella zona, con eleganti case in stile inglese. 


Riprendiamo la metro per scendere a Trafalgar Square proprio mentre sfila la parata di Capodanno: come ogni anno circa diecimila artisti di ogni età sfilano con carri e abiti colorati. Folcloristica e divertente. 
Raggiungiamo poi il mercato coperto di Covent Garden, dove anche qui si esibiscono alcuni artisti di strada. Ci fermiamo in un bar per riposare e per scaldarci concedendoci un buon irish coffee. L’ultima tappa della giornata è a Knightsbridge, nel quartiere di South Kensington, al grande magazzino di Harrod’s. Un palazzone ricoperto di luci, e all’interno sei giganteschi piani dove si può comprare di tutto. Qui il lusso e l’eccesso sono quasi nauseanti. Il proprietario è Mohamed al-Fayed, padre di Dodi, il compagno di Diana, morti entrambi nel fatale incidente nel tunnel del Pont de l'Alma a Parigi. A entrambi infatti è dedicato un piccolo mausoleo posto al piano terra nella scala principale. Stanchi, ma mai domi, torniamo a Piccadilly Circus, percorriamo tutta Regent e Oxford Street, attraversiamo Soho fino a Leicester Square dove andiamo a cenare in un ristorante italiano.

Al mattino lasciamo l’hotel e facciamo un breve giro nei dintorni, in Bedford Square, prima di prendere la metro e raggiungere di nuovo la zona di South Kensington, con fermata nei pressi del Natural History Museum. Il palazzo del museo è enorme e vecchio, l’ingresso è pure gratuito e c’è poca gente. All’interno troviamo un gigantesco scheletro di brontosauro e in fondo una scalinata con la statua di Darwin. Vaghiamo per più di due ore tra scheletri di dinosauri, mammiferi e uccelli imbalsamati, scheletri enormi di balene, e aree dedicate alla natura che può essere anche catastrofica, come nelle zone del vulcano o del terremoto. La visita è interessante e piacevole, anche se alla fine siamo piuttosto stanchi. Nel pomeriggio il museo è così pieno di gente che la coda all’entrata arriva in strada.

Riprendiamo la metro, dopo il solito pranzo di questi giorni, che consiste in un hot-dog, e scendiamo a Hyde Park, il parco gigantesco di Londra. Prima di entrare sulla destra troviamo il Wellington Arch, l’arco che vedevamo in lontananza da Buckingham Palace. Scopriamo che è stato allestito il Christmas Market, con casette natalizie e un Luna Park. Camminiamo tra gli scoiattoli fino ad arrivare all’inizio del lago, The Serpentine, tra cigni, oche e gabbiani. Il parco è enorme e immaginiamo come possa essere in primavera o d’estate, fiorito e con il sole caldo. 
A malincuore dobbiamo riprendere la metropolitana per raggiungere l’hotel (dove abbiamo lasciato le valigie) e poco dopo la stazione di Liverpool Street dove ci aspetta il pullman per Stansted. Dopo aver abbandonato la periferia londinese raggiungiamo l’aeroporto, pure in anticipo.

Al di là degli stereotipi.
Credevamo che Londra fosse un po’ più mite! Invece faceva molto freddo con minime di -2° e massime di +3°! Quando siamo tornati in Italia a Londra ha nevicato gettando la città nel caos. 
Gli inglesi sono noti per la loro antipatia, ma noi li abbiamo trovati spesso cordiali e gentili.
L’efficienza inglese è incredibile: l’organizzazione della sera dell’ultimo dell'anno
dovrebbe essere d’esempio per molti paesi, migliaia di persone che si muovono in modo ordinato e senza lamentarsi. Anche se così facendo sono un po’ noiosi...
Abbiamo mangiato bene, sia la bisteccona della prima sera, che la pasta dell’ultima sera nel ristorante italiano.
Un po’ a cunicoli le gallerie della metropolitana ("the tube"), ma treni sempre puntuali. Mai un ritardo. 

Londra è una città elegante, ricca di fascino e di storia, da ammirare di giorno e di notte. Con le luci natalizie è ancora più splendente. Sicuramente ci torneremo, abbiamo ancora molte cose da vedere. E da vivere.






venerdì 12 dicembre 2014

La magica notte di Santa Lucia

L'arrivo di Santa Lucia è un evento davvero magico atteso da molti bambini. La tradizione popolare è legata al culto della Santa martirizzata a Siracusa durante le persecuzioni di Diocleziano il 13 dicembre dell'anno 304. Il suo corpo oggi è conservato e venerato nella Chiesa di San Geremia a Venezia. Il 13 dicembre Santa Lucia, protettrice della vista e degli occhi, viene ricordata e festeggiata con processioni, fiere e feste cittadine, fuochi d'artificio, in molte località d'Italia, da Siracusa a Venezia. Santa Lucia viene venerata da cattolici, luterani e ortodossi in varie nazioni d'Europa. La festività è molto sentita anche in Svezia dove si usa far indossare alle bambine vesti bianche e alle figlie maggiori un copricapo con sette candele per far luce nel buio al risveglio prima dell'alba. Nelle città del Nord Italia come a Brescia, Bergamo e Verona, i bambini scrivono una letterina a Santa Lucia chiedendo di ricevere alcuni regali nella promessa di essere sempre buoni e meritevoli. Prima del 13 dicembre Santa Lucia fa loro visita suonando un campanellino e nella notte del suo arrivo lascia doni e dolciumi nelle case dei bambini. I piccoli devono restare a letto a dormire fino al mattino, sanno che non possono vedere Santa Lucia, perchè potrebbero ricevere una manciata di cenere negli occhi. E chi non si comporta bene rischia di ricevere del carbone al posto dei regali.

Fin da bambino ho sempre vissuto con trepidazione questa festa. Con l'avvicinarsi del 13 dicembre aumentava l'agitazione, nel tintinniio dei campanellini che si sentivano suonare fuori dalla porta di casa, con le letterine da scrivere e imbucare o lasciare appese fuori dalla finestra, fantasticando sui doni e sui regali che si desideravano ricevere, fino alla tanto sospirata sera del 12 dicembre. Prima di andare a dormire si preparava con l'aiuto dei genitori un piatto con delle fette di pane e dei biscotti con un bicchiere di acqua o latte per Santa Lucia e il suo fedele asinello. Oppure si usavano anche delle arance, dei mandarini o della farina. Poi ci si recava a dormire, calava il silenzio, con il sonno che tardava ad arrivare per la troppa emozione. Ho sempre associato il detto che "la notte di Santa Lucia è la notte più lunga dell'anno" non tanto alla vicinanza con il solstizio d'inverno e alle tante ore di buio, ma al fatto che non scorreva mai, tanto era lunga l'attesa, ed era così difficile addormentarsi! Il risveglio era sempre di buon mattino, e nonostante la stanchezza, molto piacevole e per nulla faticoso. I primi passi nel buio della stanza, una prima luce accesa, il freddo dopo aver abbandonato il tepore delle coperte, mamma e papà che si alzavano assonnati dal letto, e infine la luce della sala che splendeva su quei desideri che la buona Santa Lucia aveva esaudito. 

Anche questa notte Santa Lucia entrerà nelle case di molti bambini. Sempre che si siano comportati bene. La notte sarà lunga e agitata, grazie a quell'incredibile magia che Santa Lucia sa regalare, a grandi e piccini.

lunedì 8 dicembre 2014

Mercatini di Natale, un'antica e affascinante tradizione



Ogni anno in questo periodo paesi e città si illuminano e si tingono dei colori natalizi, dando sfoggio della propria bellezza e rievocando l'antica tradizione dei Mercatini di Natale. A chi piace vivere la magica atmosfera natalizia tra luci e addobbi, curiosando tra le tipiche casette in legno, tra ghirlande e profumi di spezie e cannella... i Mercatini sono l'ambiente perfetto.
Musiche e canti natalizi, paesi in festa, bancarelle e stand di ogni tipo, decorazioni per l'albero e il presepe, oggetti in legno, candele, stelle e palle colorate, centritavola, vin brulè, caldarroste, piatti tipici, sono solo alcuni dei principali ingredienti per trascorrere una giornata tra i Mercatini di Natale.
In Europa ogni anno migliaia di turisti prendono d'assalto città e paesi in Italia, Austria, Germania, Svizzera, Francia e oltre.
Alcuni dei Mercatini austriaci più famosi si trovano a Innsbruck, Linz, Vienna, Salisburgo e Graz.
In Svizzera i più affascinanti sono a Berna, Zurigo, Ginevra, Losanna, Montreaux, Lucerna, Basilea.
In Germania a Norimberga, Costanza e Lindau, Monaco, Stoccarda, Friburgo, Dresda, Berlino, Lubecca, Francoforte.
In Francia a Strasburgo, Colmar, Parigi, Avignone, Bordeaux, Lione, Lilla.
Ma anche a Praga, Budapest, in Slovenia, in Belgio, in Danimarca, in Scandinavia, e oltreoceano, tra Canada e Stati Uniti.
Un po' ovunque insomma. Anche in Italia non si scherza, la tradizione è antichissima e ogni anno in molte località si ripropongono i Mercatini di Natale. Tra i più gettonati ci sono quelli del Trentino Alto Adige: Bolzano, Merano, Brunico, Bressanone, Vipiteno, Trento, Levico, Pergine, Rovereto, Arco, Riva. Ma anche in Veneto come a Verona, nelle Marche come a Candelara e Urbino, a Lucca e Siena, in Lombardia, Piemonte, Friuli, Valle d'Aosta, a Roma, Napoli con i suoi Presepi, in Puglia e in Sardegna, in tutte le regioni, centinaia, anzi migliaia di borghi e paesi si abbelliscono e si illuminano a festa secondo le proprie tradizioni.
La magia del Natale accomuna tutte queste località, ma i Mercatini di Natale non devono essere considerati solo come un luogo di shopping e ricerca sfrenata dell'acquisto, cose che hanno ben poco dello spirito natalizio. Passeggiando tra i Mercatini è bello lasciarsi sedurre dall'incanto del Natale, magari nei momenti di minor ressa, con un canto o una melodia natalizia, le luci accese all'imbrunire, per i più fortunati anche qualche fiocco di neve, una tazza fumante, un momento di aggregazione e condivisione, un saluto o un sorriso. 
Anche quest'anno quindi buona passeggiata tra i Mercatini di Natale che preferite, all'insegna dello spirito natalizio, nella preparazione al Natale, nella contemplazione del suo vero significato oltre a tutte le decorazioni e agli addobbi che lo rendono così affascinante e speciale. 

lunedì 1 dicembre 2014

Dicembre, un mese d'incanto

Infine, è arrivato. Dicembre, l'ultimo mese dell'anno. Il mese dell'Avvento, tra luci e addobbi natalizi, che culmina nella festività del Natale e nei festeggiamenti dell'ultimo giorno dell'anno, passando dal Ponte dell'Immacolata e dai weekend all'insegna della magica atmosfera natalizia. Nella tradizione popolare Dicembre viene associato al freddo e alla neve, con l'inizio dell'inverno nella terza decade del mese. Tuttavia negli ultimi anni il clima è notevolmente cambiato, gli inverni rigidi con nevicate intense, nebbie fitte e temperature ben al di sotto dello zero sono stati sostituiti da stagioni più miti. Il manto bianco e i candidi fiocchi sono comunque lo sfondo ideale nelle immagini e nelle raffigurazioni natalizie, tanto da incantare ogni volta grandi e piccini. Le città si accendono con centinaia di lampadine, le luci del Natale invadono case e negozi, lo shopping gongola nonostante la crisi, ma è lo spirito ciò che conta. Lo Spirito del Natale, che scalda il cuore di chi addobba un albero o realizza un presepe, di chi sa godere ogni momento di questo mese ricco di fascino e magia.
Dicembre, Inverno, Avvento e Natale. Un brindisi a questo mese, che le giornate buie e piovose possano brillare come lo scintillio del sole sulla neve. L'incanto è servito. 

sabato 29 novembre 2014

Fiabe e favole per bambini: il mondo tra meraviglia e paura



Quando eravamo bambini abbiamo ascoltato con il fiato sospeso e gli occhi strabuzzati alcune tra le fiabe e le favole più belle che sono state scritte da narratori famosi come Hans Christian Andersen, i fratelli Grimm, Charles Perrault, Collodi e molti altri, oltre a quelle rappresentate dalla Disney o da altri studi di animazione e case editrici.
Ora le stesse fiabe e favole le raccontiamo ai nostri figli. In loro vediamo la stessa curiosità e le stesse emozioni che abbiamo provato a nostra volta. Spesso è prima di dormire che i bambini amano ascoltare i propri genitori che leggono o raccontano una storia, a volte inventata, a volte conosciuta. Il mondo delle favole è magico e affascinante. Ed è lì che i bambini vogliono andare, grazie alla fantasia.

I bambini sognano posti meravigliosi, luoghi incantati, colmi di magia, popolati da creature fantastiche, animali, amici immaginari, personaggi di racconti e cartoni animati, dove poter sfogare la propria fantasia e saziare il desiderio di gioco e divertimento. In questi paesaggi da sogno fanno la loro comparsa adorabili fate e bellissime principesse, animali parlanti, principi gloriosi, creature alate, simpatici folletti, gnomi e nani, pesci colorati, orsetti e morbidi peluche, giocattoli animati e molto altro ancora.
Ma in tutto questo c'è sempre una nota malvagia pronta a spezzare l'incantesimo. Streghe terrificanti, orchi orripilanti, lupi, animali feroci, draghi e mostri spaventosi. Ecco la moltitudine di esseri malvagi che tormentano i sogni dei più piccoli. La magia di un mondo semplicemente perfetto si interrompe nello scontro con la durezza della vita rappresentata da creature malvagie descritte nelle fiabe e nelle favole.
I momenti di festa, i giardini fioriti, i luoghi incantati, tutto viene stravolto. Il sole viene oscurato, calano le tenebre, compaiono logore prigioni, vecchi ruderi e torri impenetrabili. I sentimenti di amore, pace e felicità vengono sopraffatti da inganno, malvagità, gelosia e vendetta. Non si vedono più bambini gioiosi, ma fanciulli tristi e soli, orfani, abbandonati a un destino impietoso.

Fin da piccoli i bambini imparano a conoscere il mondo anche nella sua crudeltà. I sogni si mescolano agli incubi. Il bene si scontra con il male. Fin dai tempi dei tempi, così si evolve l'umanità. Tra amore e odio, pace e guerra, felicità e tristezza. Le fiabe e le favole introducono i bambini alla vita, facendoli sognare, ma nello stesso tempo mettendoli in guardia dalle insidie del mondo.

Biancaneve conosce la cattiveria della propria matrigna gelosa della sua bellezza, prima di conoscere l'amore del principe.
I fratellini Hansel e Gretel affrontano una terribile strega dopo essere stati abbandonati nel bosco dai propri genitori ridotti in miseria, prima di poter riabbracciare il padre pentito che nel frattempo ha allontanato la moglie cospiratrice, matrigna dei suoi figli.
Cenerentola cresce all'ombra delle sorellastre e della matrigna crudele che la obbliga a sbrigare le faccende domestiche, ma grazie alla fata madrina si rivela nella sua bellezza al principe suo futuro sposo. 
Raperonzolo viene rinchiusa in una torre dalla strega Gothel, tagliandole poi i lunghi capelli dorati e abbandonandola nel deserto quando scopre che un giovane principe la vuole salvare.
Pollicino viene abbandonato con i suoi fratelli nel bosco e incontrerà un terribile orco che sconfiggerà grazie alla propria astuzia prima di tornare a casa e riabbracciare il padre.
La Bella Addormentata nel Bosco subisce la maledizione di una fata cattiva e si addormenta dopo essersi punta il dito con un fuso. Solo il bacio di un principe la può salvare da un sonno lungo cento anni.
Il destino di Cappuccetto Rosso si incrocia con quello di un famigerato lupo cattivo.
Pinocchio viene abbindolato dal Gatto e la Volpe finendo con Lucignolo nel Paese dei Balocchi e diventando un asino, oltre a finire in altre svariate disavventure.

Anche gli animali delle fiabe e delle favole vivono vicende analoghe a quelle di fanciulle e bambini. Come Lilli e il Vagabondo, dove la cagnolina Lilli viene maltrattata dalla crudele zia Sara e fugge da casa, o gli Aristogatti rapiti dal maggiordomo Edgar geloso di loro. Ma anche il cerbiatto Bambi, il pesciolino Nemo, l'elefantino Dumbo e il Re Leone.

Quante analogie tra il mondo degli animali e quello dei bambini. Come sono davvero infinite le fiabe e le favole in cui i più piccoli sognano di avventurarsi, talvolta paralizzandosi di fronte alla paura dell'ignoto che incombe.
Eppure per essere avvincente un buon racconto deve contenere entrambi gli aspetti che caratterizzano le fiabe in generale, ovvero la parte buona e quella cattiva. E' poi il finale che i bambini attendono con impazienza, ovvero quando il bene solitamente trionfa sul male. Così come dovrebbe accadere nel mondo, quello vero.

Intanto lasciamo sognare i nostri piccoli, con la speranza che nella crescita non perdano mai quella scintilla che brilla nei loro occhi mentre ascoltano una fiaba, che possano sempre continuare a credere in quel mondo incantato e meraviglioso che tanto li affascina, e che lo possano sempre portare nel cuore. 

sabato 15 novembre 2014

Budapest, nella gelida perla del Danubio che con la sua bellezza ci ha scaldato il cuore



Viaggiando attraverso l'Austria arriviamo in Ungheria e dopo aver oltrepassato le città di Gyor e Tatabanya tra distese di colline ricoperte di brina e ghiaccio ecco che vediamo sbucare la nostra meta all'orizzonte: Budapest!

Quando arriviamo è mattina e subito ci sistemiamo in un albergo in posizione centrale, comodissimo, in Kalvin tér, con la stazione della metropolitana lì vicina. In pochi minuti a piedi raggiungiamo Váci utca, la strada pedonale dello shopping, nella zona centrale di Pest. In prossimità dei Palazzi Clotilde proseguiamo per il Ponte Elisabetta arrivando di fronte al Monumento a Gellért e ai Bagni Rudas. Tornando indietro con la bella vista sul Danubio e fiancheggiando la Parrocchiale del centro città si ritorna sulla Váci utca. Poi, nella Vörösmarty tér, piazzetta allestita con i Mercatini di Natale, passeggiamo nei dintorni di  Deák tér e Erzsébet tér. Quindi visita alla Basilica di Santo Stefano, molto bella, con la piazza addobbata e gli eleganti palazzi dei vicoli adiacenti. Con le luci natalizie accese ormai ovunque raggiungiamo il fiume, da Roosevelt tér, con il Palazzo Gresham tutto illuminato, per poi camminare sull’imponente Ponte delle Catene. Praticamente congelati ci fermiamo in Vörösmarty tér per scaldarci un po' in un pub e ceniamo in Váci utca con un'ottima zuppa di goulash e una buona birra ungherese, la Soproni.

Il giorno seguente acquistiamo il tourist ticket che ci permette di viaggiare su tram, metro e bus per tre giorni. Grazie alla metropolitana raggiungiamo in pochi istanti Országház, il Parlamento Ungherese, e la Kossuth tér con il palazzo del Museo etnografico. Ma per vedere frontalmente la bella facciata del Parlamento, immortalata in numerose fotografie, raggiungiamo l'altra sponda del Danubio, in Batthyány tér. Da lì si gode di un’ottima vista su tutto il Parlamento.

Qui andiamo a visitare la Chiesa di Sant’Anna, la Chiesa dei Cappuccini, e percorrendo il lungofiume raggiungiamo Clark Àdám tér, vicino al Ponte delle Catene da dove si può prendere la funicolare per salire sulla zona collinare di Buda, con la Galleria Nazionale Ungherese, il Palazzo Reale (dove ci siamo scaldati con del vin brulè gentilmente offerto da alcuni volontari), il Museo Storico, il Palazzo Sándor, fino a salire lungo Uri utca verso alla magnifica Chiesa di Mattia e allo spettacolare Bastione dei Pescatori, raggiungendo la Chiesa di Santa Maria Maddalena, il Museo Militare e la Porta di Vienna. 
Qui le strade e i vicoli sono caratteristici con le case colorate e con i tetti a punta. Poco dopo ci inoltriamo nel Labirinto di Budavár, un vero e proprio labirinto di grotte primitive formatesi grazie ai caldi laghi sotterranei di Budapest: infatti qui fa parecchio caldo, è tutto buio, umido, ed è divertente, ma anche inquietante, camminare tra sculture e geroglifici con un sottofondo musicale piuttosto lugubre. 

Scendendo dalla collina e attraversando il Ponte delle Catene e poi Váci utca, percorriamo Deák tér, Erzsébet tér, Andrássy utca, dove abbiamo visto il Teatro dell’Opera Nazionale, fino a Oktogon, dove incontriamo decine di ragazzi ungheresi intenti a ballare in strada. La sera rientriamo in albergo, praticamente sfiniti, e ci addormentiamo mentre ripensiamo alle meraviglie e ai tesori di questa incantevole città.

E dopo tanto freddo... ci svegliamo con la neve! Ricominciamo il nostro tour di Budapest tra le strade imbiancate. Raggiungiamo a piedi il Quartiere Ebraico con la Grande Sinagoga e poi con la metro Hósök tere, la Piazza degli Eroi, con il Monumento del Millennio (bello, imponente), il Museo di Belle Arti e la Galleria d’Arte. 
Quindi ci addentriamo in Városliget, una zona verde (completamente bianca per la neve!) con lo Zoo, il Luna Park, il Circo di Budapest e i Bagni Széchenyi a sinistra e a destra il bellissimo Castello Vajdahunyad con il lago completamente ghiacciato! Qui alcuni bambini pattinano e giocano con le slitte, anche noi ci divertiamo a camminare e scivolare sul ghiaccio. L'aria è gelida, il termometro segna -8°C!
Vicino a una zona termale ci incuriosisce un laghetto che fuma per i vapori delle calde sorgenti termali creando una nuvola in mezzo a tutta la neve, tra uccelli e anatre. Ripresa la metro e poi un bus in Nyugati tér, alla stazione, ci rechiamo all’Isola Margherita, in mezzo al Danubio, con il Monumento del Centenario, ma restiamo poco perché fa freddissimo e continua a nevicare. Arriva la sera, torniamo in Váci utca dove ceniamo in un ristorantino con zuppa di goulash e paprika, oltre a un bel piatto di carne e patate sempre innaffiato da una bella pinta di birra ungherese.

Il giorno seguente decidiamo di visitare il Mercato Coperto, all’inizio di Váci utca, vicino al nostro hotel. Caratteristico, con tante spezie, frutta, verdura e oggetti di artigianato locale, oltre ai numerosi souvenirs. Con il tram attraversiamo l’imponente Ponte della Libertà (sotto la collina della Cittadella con il Monumento della Liberazione visibile da ogni angolo della città) fino alle Terme Gellért oltre alla Chiesa della Grotta. Quindi raggiungiamo con il bus la zona di Tabán dove a piedi saliamo dalla Casa del Cervo d’oro fino al Palazzo Reale, sulla collina di Buda innevata. Dopo una pizza nei dintorni di Uri utca riscendiamo a Pest attraversando il Ponte delle Catene per ritornare nella Basilica di Santo Stefano. Passeggiamo nei dintorni fino alla Piazza della Libertà, con la Banca Nazionale Ungherese e diversi palazzi maestosi che si affacciano sulla piazza. Quindi ritornando in Deák tér (con la Chiesa Luterana) e poi sulla Váci utca ci fermiamo per un caffè nel caratteristico Club Verne, locale con gli interni simili a quelli del sottomarino di “Ventimila leghe sotto i mari”. 

Quando usciamo è buio, l'aria è fredda e ci sferza il volto. Cala la gelida notte ungherese e noi siamo pronti a ripartire per il lungo viaggio di ritorno verso casa.

Budapest ci ha regalato tante emozioni, è una città elegante, raffinata, ma anche misteriosa e affascinante, da conoscere e scoprire fino all'ultimo angolo nascosto. I suoi ponti, i suoi palazzi, racchiudono secoli di storia oltre a chissà quali segreti rimasti celati nel tempo tra i fumi termali e i suoi intricati labirinti. In inverno con la neve e la temperatura spesso sottozero Budapest può apparire fredda e spietata, ma sotto questa scorza dura pulsa un cuore caldo come le sorgenti sotterranee che la percorrono, e in primavera esplode in mille colori, rifiorendo e splendendo in tutta la sua integrità e bellezza. 

domenica 9 novembre 2014

Venticinque anni fa la caduta del Muro di Berlino



Sono trascorsi ben venticinque anni dal quel 9 novembre 1989, giorno in cui fu abbattuto il Muro di Berlino, simbolo della guerra fredda e confine tra l'europa di influenza americana e quella filosovietica. Un muro alto quasi quattro metri, in cemento armato, sorvegliato dai soldati, con torrette e filo spinato, districatosi come un lungo serpente attraverso le strade e i quartieri della città di Berlino, divisa in due, Est e Ovest, come la Germania, come l'Europa. Costruito nell'agosto del 1961 per volontà del governo della Germania dell'Est per impedire la libera circolazione delle persone, era costantemente sorvegliato lungo la triste "striscia della morte". In quegli anni cupi sono state migliaia le persone che hanno tentato la fuga dalla Berlino sovietica, molte portandola a buon fine, ma non tutte ce l'hanno fatta. Circa duecento sono state uccise dalla polizia nel tentativo di passare da una parte all'altra della città scavalcando il muro. Nel 1989, con l'apertura delle frontiere da parte dell'Ungheria e dopo giorni di scontri e disordini, la Germania dell'Est dava la possibilità di recarsi dall'altra parte di Berlino e di conseguenza nella Germania Occidentale. Fu la svolta, migliaia di persone si arrampicarono sul muro e lo scavalcarono entrando così a Berlino Ovest, alcune parti vennero abbattute, in un giorno di festa che portò nel giro di un anno alla riunificazione della Germania e all'abbattimento totale del muro con ruspe e bulldozer da parte dell'esercito tedesco.

Quando siamo stati a Berlino abbiamo visto i resti di quel muro, in parte adornato dai graffiti, oltre al Check Point Charlie, il famoso posto di blocco con il cartello "State lasciando il settore americano" e ad altre testimonianze della divisione della città in quegli anni. In alcune vie della città alcune sezioni del muro sono state lasciate intatte perchè possano rendere testimonianza di ciò che quel muro ha significato per i tedeschi. Vicino a Potsdamer Platz o lungo la riva della Sprea ci siamo soffermati qualche istante a contemplarlo, oggi pare un muro qualunque, ma è importante sapere ciò che ha rappresentato, la sofferenza che ha scaturito, dividendo popoli, persone, famiglie, amici.
Ora si possono acquistare alcuni frammenti a poco prezzo persino nei negozi di souvenir. Io ne ho preso uno, e ancora oggi lo conservo su una mensola in casa.
Mi piace ogni tanto guardarlo, quel frammento non è solo un pezzo di cemento, vuol dire molto, vuol dire libertà. 


sabato 8 novembre 2014

Vino novello: un nuovo arrivo in cantina



A novembre nelle cantine italiane arriva un nuovo vino, il novello! Un vino giovane, da bere nei primi mesi, ottimo se accompagnato con frutta di stagione, come le castagne. Il novello segue la moda del momento, non a tutti piace essendo poco strutturato, ma si fa apprezzare per la sua leggerezza e genuinità.

Al novello dedico questo breve racconto scritto tempo fa, intitolato "Un nuovo arrivo in cantina".

«Eccone un altro» brontolò il vecchio decrepito. Aveva molti anni e non gradiva le nuove compagnie.
«Si sta sempre più alle strette qui» sbottò il suo amico, un elegante e nobile corvino, sdraiato su un letto logoro e legnoso.
Minuscole particelle di polvere fluttuavano nell’aria, satura di un odore antico, che sapeva di muffa. Deboli raggi di sole penetravano nell’oscurità. Uno di essi si posò sul giovane, illuminandone il volto pallido e vellutato, leggermente rosato.
Il nuovo arrivato si adagiò, debole e leggero, sul legno sgualcito. Pareva smarrito tra tutti quegli anzianotti impolverati che lo scrutavano in silenzio. Loro erano di carattere, fieri e decisi, e lui, così tranquillo, si sentì improvvisamente d’intralcio.
«Non temere» disse uno dall’aria frizzante «con il tempo ci farai l’abitudine. Fanno i sostenuti, ma sanno anche essere piacevoli e di compagnia».
Un vecchio barbuto lo osservava taciturno, mentre uno dall’aspetto asciutto sorrideva amaramente. In un angolo buio se ne stava un altro, corposo e dall’aria primitiva. Era rosso e scuro, pareva stanco e molto turbato. 
L’umidità avvolse rapidamente il giovane che si sentì raffreddare.  
Un brunetto raffinato lo osservava con aria di sfida.
«Novellino, da dove vieni?» gli chiese maliziosamente.
Nel frattempo giunsero alcuni giovani curiosi. 
Uno era nero e si diceva avesse la vista annebbiata: non distingueva un merlo da una coda di volpe. 
Un altro, molto più chiaro e profumato, ribollì alla notizia del suo arrivo. 
«Non credere di essere il migliore!» esclamò tra lo stupore di tutti.
Quello più secco, dall’aspetto verdognolo, si avvicinò con cautela. 
«Hai l’aria sfuggente, tipico dei nuovi arrivati. Vi ritenete dei brillanti, ma dovreste essere più equilibrati!» disse con enfasi.
Il giovane si spazientì. 
Non era stato portato lì per essere tenuto in disparte. 
Così parlò.
«Avete ragione. Sono magro e immaturo. Ma migliorerò. Diventerò generoso, saprò essere morbido, ma anche vigoroso se necessario».
«Ah! Ha abboccato!» esclamò improvvisamente un ricco francese «ti abbiamo scosso? Quaggiù ci annoiamo, il tempo scorre lentamente. Così quando arriva uno nuovo ci divertiamo e lo inebriamo un po’».
Il giovane sembrò meravigliato. Esaminò in silenzio i suoi nuovi compagni, ora tutti piuttosto allegri. Altri vini come lui, più o meno giovani, riposavano insieme nella frescura della dispensa umida. Avrebbe trascorso molto tempo con loro. Si lasciò accarezzare dai sogni che lo invasero dolcemente prima di essere avvolto in un lungo torpore.