martedì 16 settembre 2014

L'uomo e l'orso


Poco tempo fa ho letto un romanzo di Bill Bryson, giornalista e scrittore americano, intitolato "Una passeggiata nei boschi". Ho aspettato con ansia il momento in cui l'autore, protagonista di una bellissima avventura sulle montagne degli Appalachi negli Stati Uniti, si trovasse a tu per tu con un orso. Le pagine scorrono veloci mentre Bryson descrive con ironia la propria fatica, le disavventure in cui si imbatte, le volte che si perde, ma soprattutto le meraviglie dei boschi che attraversa ogni giorno. Ma ciò che lo spaventa e affascina di più è il tanto temuto incontro con l'orso. Sa che potrebbe capitare. Quell'orso che forse lo fiuta, tanto da avvicinarsi alla tenda durante una notte di accampamento. Non svelo se Bryson l'orso l'ha incontrato oppure no.
Il punto è che l'orso è un animale incredibilmente affascinante, simbolo di tante località di montagna, tra cui il Parco Adamello Brenta. Ecco che l'orso compare nelle storie per bambini, morbido come un peluche, goloso di miele, tenero e goffo nei suoi atteggiamenti, come quando si gratta la schiena contro la corteccia degli alberi. L'orso però è un animale, e come tale agisce. La montagna è il suo habitat naturale, vive tra i boschi e cerca di evitare gli uomini. Ma non sono rari alcuni attacchi alle persone, soprattutto in luoghi dove la natura è così bella ma tanto ostile, come in Nordamerica, dove la media è di due attacchi fatali all'anno, solitamente se l'orso è ferito o se si tratta di una femmina con dei cuccioli. 

A Pinzolo, in una giornata di Ferragosto piuttosto movimentata, l'orsa Daniza ha reagito d'istinto. Come tutti sanno una mamma difende i suoi cuccioli, e l'orsa non ha esitato ad attaccare il malcapitato cercatore di funghi quando se l'è trovato di fronte. Le pagine dei giornali hanno riportato per settimane questa storia che ha scosso e diviso l'opinione pubblica in tutta Italia, soprattutto nel Trentino. L'uomo ha raccontato cosa è accaduto facendosi medicare per le ferite riportate alla schiena e alla gamba. La procedura in questi casi porta alla cattura dell'animale, non escludendone l'abbattimento. Si è optato per il trasferimento dell'orsa in un'altra zona, è stata monitorata e controllata, ma durante la cattura l'anestetico l'ha uccisa.
Gli animalisti sono insorti contro gli abitanti del luogo che difendono il proprio compaesano e la decisione di catturare l'orsa. Ne sono seguite manifestazioni, proteste e qualche parapiglia. 

Un orso è un animale. E' l'istinto che lo guida. La montagna è la sua casa e non esita a difendere i suoi cuccioli se si sente minacciato.

Qualunque appassionato di montagna non si fa mancare una passeggiata nei boschi, in cerca di funghi, di more o mirtilli. A quanti è capitato di imbattersi in un capriolo, in una marmotta o in uno scoiattolo.
Ma in un orso?

Ecco allora che la domanda è d'obbligo. Chi ha ragione? Gli animalisti che difendono Daniza o i sostenitori del cercatore di funghi? 
Si sarebbe potuti arrivare ad un accordo pacifico per tutti, orsa compresa. Ma le cose sono andate diversamente e ormai è troppo tardi. 

Con l'inverno alle porte l'appello è che almeno per i due cuccioli si faccia qualcosa, che una volta calmate le acque non ci si dimentichi di loro.
E che questa triste storia possa servire per migliorare i rapporti tra uomini e animali, in una sorta di reciproco rispetto.

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